UvaNatura dice no alla chimica in vigna

Nel regolamento di UvaNatura i prodotti chimici ( diserbo e pesticidi ) in vigna non sono contemplati per salvaguardare la salute e l’ambiente. Il diserbante viene assorbito dalle parti verdi della pianta e poi trasferito fino alle radici e in una decina di giorni la vegetazione secca. Nei campi da coltivare, l’erbicida viene spruzzato prima della semina per eliminare le erbacce e nel caso della viticoltura per eliminare la vegetazione attorno alla pianta, che si potrebbe eliminare con altre tecniche non invasive. Nel 2015, lo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che fa parte dall’Oms, lo ha inserito nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene” in grado di danneggiare il DNA. Il rischio varrebbe in particolar modo per chi è esposto nell’attività lavorativa, vale a dire soprattutto gli agricoltori. Secondo gli esperti dello IARC, anche studi su animali e su cellule evidenzierebbero un’azione mutagena, vale a dire che induce mutazioni, e quindi potenzialmente cancerogena.. I residui dei pesticidi, possono arrivarci attraverso gli alimenti, sebbene la presenza di residui sia strettamente controllata e regolamentata. L’uso extra agricoli dei pesticidi, come per esempio la manutenzione del verde e altre attività, possono contaminare le acque, in particolare quelle superficiali, come indicato dal rapporto dell’ISPRA ( istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ) sui pesticidi nelle acque, in Italia nel 2014.   

Il diserbante crea una serie di problematiche come sotto riportato a chi ne viene esposto, ma non solo ( sono state trovate anche nel sangue di persone che non sono mai venute a contatto diretto con l’erbicida) :

Neoplasie: tumori della prostata e del polmone, della tiroide, della mammella estrogeno-dipendenti, del testicolo e mielomi.

Obesità: causata dalla deplezione di serotonina.

Morbo di Alzheimer: la deplezione di fenilalanina provoca deficit di tirosina e quindi di dopamina.

Ingravescente infertilità maschile: causata dalla mancanza di zolfo, per il suo ruolo nella sintesi del colesterolo precursore del testosterone e dalla contemporanea carenza di zinco.

Malattie autoimmuni, degenerative, diabete, malattie dismetaboliche, cardiovascolari, degenerative, patologie psichiatriche come l’autismo, celiachia e intolleranze alimentari: studi dimostrano che alimentando polli con cibi che contengono diserbanti avviene una selezione della flora batterica per cui scompaiono molti lattobacilli e compare il Clostridium Difficilis. Le malattie intestinali, la disbiosi intestinale, ossia alterazione della flora batterica è all’origine di moltissime malattie.

Nel caso dei bambini si possono riscontrare difetti alla nascita e aumento dei casi di leucemia.

 

Per causa dei diserbanti molti microrganismi e micronutrienti ( il ferro, il manganese e lo zinco ) essenziali per il terreno sono scomparsi, è aumentato l’inquinamento ambientale ( soprattutto delle acque ): permane nelle acque superficiali ( laghi e fiumi ) e sotterranee ( acque di falda ) oppure si evolve nel suo principale metabolita (Ampa) di cui si sa ancora poco, riducono la biodiversità, scompaiono le api e degli altri insetti impollinatori, e si sono formate piante spontanee infestanti resistenti ai vari tipi di erbicida.

Negli anni l’Inail ( Istituto nazionale assicurazione sugli infortuni ) ha registrato un aumento consistente di malattie professionali nel settore agricolo, e i tassi di incidenza delle malattie professionali risultano notevolmente superiori per le donne.  Per Isde Italia (l’associazione medici per l’ambiente) la relazione fra pesticidi e tumori umani, in particolare linfomi, mielomi e leucemie, è stata ormai dimostrata in modo inequivocabile per i lavoratori esposti. La connessione tra pesticidi e disturbi cognitivi è certificata da una mole di lavori scientifici. Una ricerca dell’Inserm (National Institute of Health and Medical Research), presentata nel maggio 2016 a Parigi, ha accertato che i viticoltori, in particolare, possono subire una perdita delle capacità cognitive e disabilità cerebrale a causa del contatto con dosi anche limitate di pesticidi. L’equipe ha monitorato un campione di 929 agricoltori della Gironda, verificando che ben il 50% dei vigneron seguiti dallo studio ha manifestato effetti significativi del deterioramento delle funzioni cerebrali. Ancora uno studio francese certifica che l’utilizzo agricolo dei pesticidi moltiplica il rischio di contrarre il Parkinson per 5,6 volte e quello di sviluppare l’Alzheimer di 2,4 volte, rispetto alla popolazione non direttamente esposta a pesticidi. Uno studio finanziato dalla Comunità Europea e pubblicato sulla rivista New Scientist dimostra inoltre che i giardinieri amatoriali che fanno uso di pesticidi hanno maggiori probabilità (il 9% in più) di contrarre il morbo di Parkinson, rispetto a coloro che non usano tali sostanze, percentuale che balza addirittura al 43% in più per gli agricoltori professionali esposti a pesticidi.

Il consiglio di UvaNatura è di non utilizzare queste sostanze per salvaguardare l’ambiente e la salute.