Nascosti a Levante

Dolce cullar tortuoso, un moto che rimane fisso, iscritto tra verdi memorie della Val Petronio. Mulattiere, piazze, borghi e caruggi, ripidi o scoscesi sterrati. Anguste provinciali senza parapetti, doppio senso di marcia, spaziose quanto solo una carreggiata, per una panda! Di quella selva ricordo un vivido verde brillante, l’umida frescura agreste, scrosci d’acque canalizzate, specchi, di quei vertiginosi squarci, d’un blu intenso, tra i primaverili cumulonembi! Valligiana è l’eroica resistenza agricola, vetusti terrazzi incolti, ricoperti di rovi, querceti e lecci. La statale, che vi condurrà all’agriturismo il Castagneto, prossimo all’abitato di Castiglione Chiavarese, è costantemente delimitata da muretti a secco, di tonalità rossastra, fra i cui interstizi, cresce una miriade d’erbe selvatiche commestibili unite a sgargianti eduli fiori. Richiamata l’attenzione il vostro capo scorgerà, nel soprastante terreno, altrettanti terrazzi, ricolmi d’ulivi ma soprattutto di neri ceppi contorti di vite! La Val Petronio era un’eccellente terra vitata da cui tutt’oggi, fortunosamente, si ricavano poderosi vini. Non di rado vi si ritrovano lungo il percorso vigne perimetrali e micro-appezzamenti! Questi ultimi rimangon produttivi grazie ad anziani proprietari il cui scopo è produrre vino per il proprio consumo! Ceppi vetusti, sopravvissuti con ogni probabilità alla prima e alla seconda guerra mondiale! Pali di legno, conficcati nella terra, a tre o quattro per volta nel sostener adeguatamente un unico ceppo i cui anarchici tentacoli son oggi monumento di resilienza ed inno alla vita. La situazione dell’agriturismo Il Castagneto ne è calzante esempio!

L’orografia della Val Petronio è una culla perfetta per la viticultura : una valle profonda priva di passaggi angusti, vi si può scorgere in lontananza un angolo di mare, ritrovare la costante brezza marina supportata dai caldi raggi solari insistenti sino a tarda ora, come fosse zona costiera! Patron dell’attività agrituristica è l’esuberante se non dolcissima Natalia Mazzoli con il suo prezioso braccio destro: sua figlia, Irene! La sala? Una bomboniera in cui sentirsi coccolati, seduti ad un’intima tavola, vissuta come una casa di famiglia…commovente! Natalia non nasce ne vignaiola ne ristoratrice ma bensì attrice! Di origini romane il suo lavoro muta e diviene infermiera psichiatrica territoriale. Un legame inconscio è vivo, la terra chiama, costantemente. Dopo una serie di vicende personali si ritrova sola, spiritualmente soffocata, deve ripartire ed ancora una volta reinventarsi. Studia, apprende, frequenta e pratica! Inizia così l’attività agrituristica ma saranno i filari delle micro-vigne del circostante terreno all’agriturismo a far rinascere in lei gioie e passioni! Il castagneto a quanto pare era una proprietà precedentemente vitata…perchè? Natalia ci conduce in un anfiteatro carico di un’energia vitale pazzesca! La vista vien catturata dal suo spontaneo orto, lo sguardo cala sulla terra ma è tempo di abbassare fisicamente il capo, la selva di fichi, ciliegi, mandorli ed altri alberi da frutto sono il perimetro d’un universo ricolmo di vita e forze spirituali! Alcuni ulivi, canne lacustri, ruscelli ed una tonalità carnosa, brillante, risiede in una miriade d’erbe selvatiche oltre che aromatiche a cui Natalia puntualmente attinge per il preboggion! Alle nostre spalle un muretto a secco ricoperto da rovi nel cui garbuglio indovinate chi sopravvive? La vite! Una varietà sconosciuta a bacca rossa, e qualche ceppo di bianchetta genovese! Il suo progetto è quello di salvare questi ceppi e propagarli un giorno! L’anfiteatro è praticamente circondato da bosco e macchia mediterranea al cui interno aleggia un odore dolce e vegetale allo stesso tempo, piselli selvatici e calle spontanee, sambuco fiorito, finocchietto ed una varietà di menta selvatica, diversa dalla classica mentuccia! Sensazionale, è come un bagno, purifica, se ne esce con una nuova energia! Che dire delle vigne? Natalia gestisce due micro-appezzamenti di cui uno è antistante l’agriturismo, per gentile concessione d’un anziano signore che dapprima se ne occupava. La vigna è costantemente baciata da delicati raggi solari, mai eccessivamente caldi data l’altimetria del luogo, circa 200 m.s.l.m.. Inoltre la fitta vegetazione circostante dona continua frescura con poderosi sbalzi temici! La brezza è frequente ed al calar del sole la dorata luce inonda ogni angolo di questi filari, tutto risplende in un armonia perfetta, sino a tarda sera. Natalia trasmette la sua energica passione in cucina , vi si ritrova esattamente ciò che ogni accorto viandante vorrebbe : piatti liguri in parte rivisitati, la cui materia prima è attentamente selezionata, proveniente dal circostante territorio e dal suo terreno, a cui attinge a piene mani sia dall’orto che dalla selvatica flora spontanea!

L’intera superfice agricola è di circa un ettaro di cui nemmeno mezzo ettaro è vitato! Due soli ed unici trattamenti all’anno! Rame e zolfo si intende! Bottiglie in tiratura limitatissima, dalle trecento alle seicento bottiglie quando va bene! Natalia corre, non ha un attimo di tempo, di sua natura è un vulcano di idee ed attività! L’appellativo della creatura è San Pè, ovvero il nome della frazione in cui risiede il secondo appezzamento vitato : San Pietro di Frascati! Il caso vuole che ricalchi fedelmente le origini romane di Natalia, ecco che la decisione di tradurre il nome della zona in dialetto diviene perfetto incontro! La vigna antistante l’agriturismo si misura in file, tra la prima e la seconda guerra mondiale la medaglietta partigiana, le righe sono oramai sciolte da tempo e forse non si sono mai formate. Le ritrovate ingarbugliate, miste e ribelli come singoli individui capricciosi! Colombana, bianchetta genovese, vermentino e pochissima malvasia nel vigneto antistante, il secondo appezzamento poco distante ripropone le medesime varietà ed in aggiunta dei ceppi di pigato e moscato! Sono straordinariamente esaltato! Ecco la definizione di altra-economia, la vera non monocoltura che non bada agli interessi agroindustriali.

Michel Le Gris, Dioniso Crocifisso << Ma il «gusto» della velocità, ormai semplice emanazione soggettiva della logica mercantile, prescrive ai vini di essere sin dalla nascita in un modo o in un altro. In nome del puro presente, si ritiene secondario, o arcaico, il fatto che la forma dei vini la cui natura è quella di conservarsi, anzichè darsi una volta per tutte, sia suscettibile di modiifcarsi nel corso del tempo.>>

Una menzione doverosa è rivolta ad Andrea Marcesini dell’azienda agricola La Felce di Ortonovo che ha reso possibile la nascita del San Pè! Ha aiutato Natalia ospitandola nella sua cantina, mettendo a disposizione i suoi mezzi e le sue conoscenze oltre che il proprio spazio! Non da ultimo il rosso Castagneto! Si è resa disponibile con la sua cantina a Cornice, i suoi mezzi e la sua passione, Giorgia Grande dell’omonima azienda! Vignaiola tenace, giovane con una mirabolante sensibilità agricola! Grazie a tutti voi vignaioli, alle sinergie e ai ponti che create!

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NATALIA MAZZOLI – AGRITURISMO IL CASTAGNETO : SAN PÉ 2016

310 esemplari, una decina di giorni di buccia, fermentati spontaneamente a ponente senza alcuna chiarifica e filtrazione! Goduria finale? So2 totale in bottiglia sotto i 10 mg/l

L’anima, il gusto radicale dell’entroterra ligure vien assorbito dalle bucce di queste varietà. L’essenza di codesta meravigliosa terra vitata s’esprime nella buccia dell’uva, esaltandone i tratti sottili.

Quel mazzolin di fiori, che vien dalla montagna, e bada ben che non si bagna….ed invece quel mazzolino è ricolmo di rugiada! Come un vortice moltiplicatore d’aromi ed essenze l’aere circostante spira e rinfresca lo spirito : ginestre, erba iva, achillea moscata ed assenzio! Seduti su d’una vetusta panca di legno nel medesimo anfiteatro, lo scrosciar d’acque chete trasporta ed esalta un afror salato, permane sulle vostre labbra…salgemma e pepe bianco! D’una roccia ed un luogo protetto, che rigenerare intende, dalle fatiche d’una vita tesa. Energia Vitale! Chapeau!

NATALIA MAZZOLI – AGRITURISMO IL CASTAGNETO : SAN PÉ 2017

510 esemplari, un paio di giorni scarsi di buccia giusto per far partire la fermentazione, naturalmente spontanea senza alcuna chiarifica e filtrazione! Anch’esso la solforosa totale in bottiglia sotto i 10 mg/l

Colazione! Pancakes alla ligure?Tastaieu! Spalmateci una composta al bergamotto e citronella! Caraffa d’infuso al tiglio, biancospino ed una punta di liquirizia! Un mazzolin di basilico vola dritto dalla campagna alle cucine, noi rimaniamo assorti a rimirar verdi sfumature della dolce vallata!

NATALIA MAZZOLI – AGRITURISMO IL CASTAGNETO : ROSSO CASTAGNETO 2017

Siamo nella completa accezione di…esagerata curiosa salivazione!? Uve in prestito da una vigna vecchissima condotta da anziani agricoltori del luogo! I ceppi sono ad oggi sconosciuti! Si pensa probabilmente ad uve come il Buonamico, al ciliegiolo, alla barbera od albarossa! Ad oggi questo mistero dona un’aura di imprevidibilità succulenta! Incrociamo le dita e speriamo che vi sia una vendemmia 2019 da queste uve! In tutto dalla “vendemmia” 2017 esistono solamente 110 bottiglie!

Sussurro velato di carnosa eleganza, d’un calore tenue, dolce ed accomodante sino a che non punge ad alza i toni oltre la terra e le radici di quel sottobosco con i suoi piccoli ed aspri frutti! Ferroso, saporito, quanto mai quotidiano! Tonico e speziato! Leggerezza! Chapeau!

Grazie Natalia che hai reso possibile il nostro felice incontro! Continua così dalla cucina alla vigna sempre più, con il cuore e con la mente! A presto! Stay tuned ragazzi alla prossima!