L’erba salata di Colle Florido

Pescara, popolosa cittadina della regione Abruzzo, riedificata in epoca fascista, al seguito d’ingenti bombardamenti. Cittadina deputata ai palazzi ed alla riviera, attrezzata, per la turistica economia. Costruita, come fosse sorta dal render d’un architetto, ex novo o quasi. Elementar visione smarrita fiuta una malinconica noncuranza, come rivendicar vestigia d’un tempo perduto. Lasciai alla marittima costa Pescara, vetusta gloria passata di piscaria, latitudine pescosa con una maestosa foce dallo sbocco commerciale. Completamente assorto, d’una ancestrale forza, se ne percepisce storica testimonianza, nei comuni attorno al capoluogo come : Catignano, Civitaquana, Cepagatti, Loreto Aprutino, Moscufo, Penne, Spoltore, ed infine Pianella. Quest’ultimi sono i veri detentori del popolar vivere di questi luoghi e di quelle genti, luoghi agricoli senza l’odierno vociare vitivinicolo. Abruzzo, granaio d’italia ma soprattutto serbatoio d’infinite varietà e qualità d’ulivi. Vi porto quindi a Pianella sulle prime colline di Pescara a circa 250 metri sopra il livello del mare, vi voglio precisamente narrare di Andrea Ugolotti dell’azienda Colle Florido!

<< In Abruzzo la vigna non ha tutt’oggi un ruolo di primo piano, la maggior parte ancora oggi sono conferitori di cantine sociali, per l’abruzzese medio la vigna la si progetta in luogo comodo, in pianura se possibile, senza troppe difficoltà >> Ed allora l’Abruzzo è prima una terra d’ulivi ed olio? << L’ulivo ha un altro tipo di problema, l’olio per la stragrande maggioranza è venduto sfuso, l’Abruzzo è stata la prima regione ad avere una Doc per l’olio extravergine di oliva : l’Aprutino Pescarese. La verità è che solo un 10% circa è venduto come tale! >>. La Dritta, autoctona varietà sensibile, compone l’80% della Dop abruzzese, essa non prospera con costanza e salubrità in un clima umido ed eccessivamente caldo, predilige climi freschi ed asciutti. La maggior parte degli ulivi, purtroppo, si concentra nelle fasce pianeggianti sino ai 200 m.s.l.m. Non è dunque difficile immaginare uno sfuso di bassa qualità mescolato con altri tipi di olio, ma nemmeno lo svantaggio d’un produrre olio di qualità senza il riconoscimento del costo che l’acquirente deve supportare.

Andrea non è abruzzese ma bensì parmense, era un uomo di sala, sommelier, una figura rilevante in ogni luogo in cui ha deciso di lavorare, divenuto vignaiolo per amore di Daniela, con cui si è definitivamente stabilito in Abruzzo. Ha avviato la sua azienda agricola oltre che una famiglia. Diede adito ad un amor viscerale per la terra che lentamente ha saputo maturare, doveva potersi prendere i suoi spazi con i suoi ritmi, voleva sopra ogni altra cosa poter riuscire a formare una famiglia. Solamente la campagna poteva offrigli l’opportunità precisa, inoltre l’ottime frequentazioni di Montalcino con Marino Colleoni, in Umbria con Carlo Tabarrini, al Giglio con Francesco Carfagna ed altri pilastri non l’hanno di certo lasciato digiuno in materia!

<< Ho iniziato a lavorare con i vini naturali quindici anni fa, io non definisco ciò che faccio come vino naturale, non ho intenzione nemmeno di far fiere, non è un ambiente che mi interessa. Preferisco, se posso, accogliere personalmente chiunque mi voglia conoscere. Molto vien venduto in Francia ed in Italia mi tengo stretto i rapporti umani consolidati. Nel mondo dei vini naturali c’è molta confusione, polemica e propaganda. Un mondo che perde tempo a criticare gli altri piuttosto che raccontare con serenità ciò che ogni vignaiolo sperimenta ed applica >>

Non posso che esser d’accordo ed aggiungo, ogni anno si creano nuove fiere, sui pilastri di quelle consolidate. Dobbiamo tener conto d’un aspetto fondamentale : la fiera oltre ad essere un punto di conoscenza conviviale, non un punto di beveraggio selvaggio, dev’esser commerciale di conseguenza professionale.

Nel frattempo, Nemo, il giovin vispo felino, si diverte all’interno d’una tellara centenaria di rame ove vien prodotta la loro salsa di Pera d’Abruzzo! Straordinaria! Annata 2018, annata disastrosa in Abruzzo, colpita duramente in ogni suo angolo, sia la vigna che i pomodori han sofferto la peronospora.

<< Molte aziende dicono oggi di produrre vini naturali, ma io quest’anno ho perso il 50% della produzione per la peronospora ed il 50% l’anno scorso per la gelata tardiva! Qualcuno dice di far vini naturali senza aver problemi di peronospora…qui ci sono aziende che hanno distribuito 10 trattamenti sistemici e comunque la peronospora ha colpito! Non useremo mai i sistemici! Sia perchè rovina il tuo vino, ma questa sarà una scelta del consumatore con il suo acquisto, ma soprattutto perchè rovina il mondo in cui viviamo e questa non è una mia scelta, è una conseguenza indiretta che io subisco…ho una figlia di un anno, che cosa gli lascerò? Un mondo dove non ci sono più le api impollinatrici perchè le abbiamo uccise spruzzando questi veleni? >>

Ancora una volta scaturisce un assenso totale alle sue esternazioni e mi sovvien un passaggio d’una lettura molto significativa dal titolo : Il tempo delle Api di Mark L. Winston.

<< …È praticamente impossibile per noi consumatori determinare se corriamo rischi per la presenza di residui di pesticidi nel cibo, i pesticidi rappresentano inoltre soltanto una piccola parte degli agenti tossici presenti nell’ambiente. Per esempio i materiali in PVC usati nell’edilizia ci espongono a minuscole quantità di ftalati, che sono stati associati all’asma nei bambini, mentre pergolati e tavoli da giardino vengono trattati con arsenico, un composto correlato con il cancro alla vescica. Gli ormoni contenuti nelle pillole contraccettive finiscono nell’urina e negli scarichi fognari e, in minima parte, ritornano nell’acqua potabile, dove possono essere una delle cause della comparsa precoce della pubertà nelle bambine. A questo si aggiunge che la vitamina A delle creme solari accelera l’insorgenza del tumore della pelle, invece di prevenirla. Il nostro problema in quanto consumatori è che siamo esposti a numerosi composti approvati dai regolamenti, ognuno dei quali, singolarmente, ha superato lo scrutinio che garantisce la sicurezza per la salute e l’ambiente. Nessuno però è stato valutato ponendo attenzione agli effetti cumulativi di due, tre, dieci o centinaia di sostanze. In che modo i dieci pesticidi presenti in quelle fragole interagiscono quando sono nel mio corpo? Il loro effetto si somma a quello di altri inquinanti? È stupefacente scoprire che sono ben pochi gli studi condotti sulla sinergia tra sostanze, focalizzati cioè sull’idea che l’azione combinata è maggiore di quella delle singole parti. Uno dei punti caldi della ricerca in questo senso deriva proprio dalla sindrome dello spopolamento degli alveari (SSA), termine con cui si indica il tracollo globale e recente del numero di api. Per cercare di capirne la causa è stato compiuto uno sforzo notevole. Gli scienziati all’inizio cercavano infatti una singola causa, per esempio una malattia nuova o un nuovo tipo di pesticida. Quando il colpevole non è stato trovato, gli studiosi hanno incominciato a prendere in considerazione la sinergia tra più fattori, un fenomeno meno evidente ma più insidioso. >>

Andrea incalza, il suo obiettivo mira ad una precisa verità : il vino non è il solo fulcro gravitazionale, è un prodotto agricolo e come tale è un elemento costituente la realtà vivente : << Quest’anno c’è stato il problema della mosca dell’olio. Siamo andati al frantoio a portare le piccole drupe da far analizzare e mi è stato detto che bisognerebbe trattare e che tutti stanno già trattando. Si tratta con il rogor, un antiparassitario devastante, non selettivo, che però è idrosolubile e perciò non lascia traccia, in meno di un mese non se ne può più rilevare presenza. Noi facciamo una trappola proteica e trattiamo le piante con il caolino per la mosca. Quest’ultimo in particolare costa circa 42 euro il sacchetto da 12 kg e su un ettaro di uliveto ce ne vogliono due sacchetti contro i 12 euro al litro del rogor che serve per un ettaro di uliveto. Pensate che il rogor lo puoi dare 1-2 volte massimo l’anno!…>>

Andrea chiude il cerchio ed il discorso sui vini naturali : << Il vino lo fa l’uomo! Se conoscete davvero quella persona, fidatevi. Io qui, in cantina ed in vigna, potrei fare qualsiasi cosa, non v’è controllo che tenga, bisogna fidarsi dell’uomo che produce. Il vino rispecchia l’uomo. L’uomo viene prima del vino, se poi l’uomo fa anche il vino ancora meglio! >> Il vino rispecchia quindi la persona sincera, che in prima persona si cura della vigna e della cantina, la bellezza viene dal cuore della persona che produce quel vino, quest’ultimo ne sarà il conseguente frutto, rispecchiando quindi l’essenza del vignaiolo! Andrea sottolinea : << È fondamentale ed estremamente importante lavorar personalmente la propria terra, seguir successivamente la vinificazione, sempre in prima persona. Io non riesco a capire come un vignaiolo naturale possa fregiarsi d’uno stuolo di dipendenti o consulenti, non sono un imprenditore agricolo, io sono un ragazzo che sta imparando, questa vigna è la mia palestra. >>

Andrea possiede tre ettari vitati di cui un ettaro e mezzo in affitto. Il 2016 è la sua prima vendemmia, annata pessima purtroppo, umida e molto piovosa. 2017 annata complicata, soprattutto per via della gelata, ne ha ricavato un’uva comunque stupenda, sana, e turgida, da copertina! Annata molto calda, una delle due vigne è esposta comunque a nord e possiede perciò ampie escursioni termiche.

<< Abbiamo di proprietà 1,2 ettari di vigna a montepulciano, circa 25 anni, e un 2000 metri circa di vigna a trebbiano, vigne di 40 anni! La vigna del trebbiano è la vigna del postino, il postino di Caprara! La vigna di Montepulciano acquistata era lavorata grossolanamente, una gestione irrispettosa, potature scellerate, un’uva da conferire alle cantine sociali, l’allevamento a tendone ha bisogno d’estrema cura ed attenzione per produrre uva d’alta qualità. Ci vorranno quattro o cinque anni per rimetterla a posto come intendo io, fertile…adesso a fine agosto lavoro la terra con il ripuntatore, è molto dura e compatta, cerco di renderla friabile seminando favino…farò il sovescio, tutti gli anni sino a che non riporto la terra al suo stato fertile. Adesso quest’inverno zappo e pulisco dai rovi e dal selvatico…se da questa vigna ne ricavo 40 quintali sono già a posto. Passerò con un po di zolfo per l’oidio, il rame per adesso è inutile…la peronospora c’è…l’anno scorso ho fatto tre trattamenti di rame e zolfo, l’ultimo il 14 di giugno! Conoscete Carlo Tabarrini? È un mio carissimo amico, ci confrontiamo molto…ci assestiamo sempre sulle dosi minime, di rame soprattutto, è comunque un metallo pesante che rimane nel terreno. >>

Trascorrono diverse ore, non accenniamo a saziarci, di paesaggi e vigneti. Sino ad ora non sapevo nulla di come fosse vinificato il suo frutto, avevo solamente uno splendido e vivido ricordo del mio primo ed unico assaggio del suo montepulciano, grazie ad una stupenda enoteca a Rapallo, da Parla come Mangi! Grazie a Cristian che lodevolmente mi ha incuriosito e a Guido che conduce questa straordinaria bottega! Nel frattempo Andrea guida e mi stupisce ancora una volta : << Diraspo tutta l’uva a mano! Sia bianco che rosso, ed è una cosa che continuerò a fare non solo perchè ho poca uva…io non utilizzo pompe dopo la diraspatura! Secondo me è la cosa più negativa che ci possa essere in quella fase . Diraspo l’uva a mano, voglio l’acino intero, perchè faccio fermentare ad acino intero!La pompa per forza di cose rompe e spappola ancor più l’acino. Successivamente con il secchio prendo gli acini, non ho mosto che cola in giro, lo vuoto nel tino, per caduta si romperanno delicatamente. Successivamente il peso della gravità farà il resto. Invece utilizzo una piccola pompa per fare qualche travaso, se ne ha bisogno ovviamente. Al vino non ci faccio niente, tino aperto, tengo il cappello bagnato e lo rompo coi piedi. Poi prendo solo lo sgrondo e basta, non presso. Il vino fermenta sia in acciaio che in legno. L’anno prossimo voglio provare il cemento ed infatti ne ho acquistata una usata…l’acciaio è comodo ma non è che mi piaccia tanto >>

Purtroppo la vigna in affitto è stata reimpiantata qualche anno fa con due viti per palo di sostentamento con l’unico scopo di creare enormi quantità d’uva, inoltre nella vigna v’è un grosso ristagno d’umidità per via d’uno scolo errato! Nonostante le avversità, questa vigna, di circa un ettaro e mezzo, per Andrea è molto utile in quanto campo di sperimentazione! Sperimentazione di coltura e difesa da eventuali malattie. Un esempio è l’inerbimento spontaneo, ha potuto accrescere la sua massa sino ad un metro e mezzo da terra nel tentativo di limitare la risalita della peronospora. Ha sperimentato le dosi di rame e zolfo da applicare per una sufficiente protezione senza eccedere. Un esperimento che farà quest’anno è quello di provare un concime fogliare naturale a base di rame per vedere quali effetti si svilupperanno dato che la vigna da cui parte si ritrova in una forte condizione di stress e squilibrio. Andrea ha le idee ben chiare sul tipo di gestione agronomica, le prossime vigne non saranno più a tendone, quelle invece già così impostate andranno ben areate eliminando le foglie inferiori, l’aria deve poter circolare fra i tendoni!

Se siete arrivati sin qua nella lettura vi svelo ora che cosa sia l’erba salata! L’erba salata è una carota selvatica! Ma se è un erba, oltretutto salata, come può essere una carota? Semplice perchè è una sorta di erba dal fusto coriaceo in cui la sua presenza si manifesta nel mese di Agosto, ovvero il mese più caldo dove l’acqua scarseggia. Nasce spontaneamente in maniera fisiologica ed abbondate in molte zone d’Italia ma nelle sue vigne ve ne è praticamente un tappeto! Quest’ultima crea un vero e proprio fittone nel terreno, come una carota, una manna per la vite! Suoli ben drenati ed ariosi dall’ottima capacità assorbente è il conseguente beneficio!

[ Il terroir non è quello dove si fa della grande uva ma è quello dove la vite sta bene, quindi il grande terroir lo si riscontra quando la vigna non ha bisogno d’esser trattata! ] Andrea Ugolotti.

Oramai potete immaginarvi quali siano i tratti salienti con cui mi voglio unicamente rapportare, mi trascinano nel guazzabuglio d’emozioni empatiche, dirette, sincere. Viticoltura naturale, dalla visione lungimirante, aperta ed in sperimentazione. Fermentazioni spontanee da lieviti indigeni, le sue nello specifico avvengono unicamente da tino senza alcun controllo di temperatura. Nessuna chiarifica o filtrazione, nessun altro additivo o coadiuvante enologico. Anidride solforosa totale intorno ai 20 mg/l!

Abbiamo bisogno di trasparenza e verità, vorrei non dover comprare jeans lavorati in Tunisia per via delle lavorazioni tossiche vietate in Europa o per via dello sfruttamento di manodopera. Abbiamo bisogno di trasparenza e verità genuina in ogni cibo che assaporiamo senza avvelenarci con “l’olio di carta” od altre nefandezze. Abbiamo bisogno di rapporti umani e convivialità, una tavola e del vino sincero, un’ambiente salubre e di fiducia nel prossimo. In definitiva abbiamo bisogno di persone come Andrea Ugolotti con la sua famiglia, assieme a tutti coloro che la pensano esattamente come noi.

ANDREA UGOLOTTI & TROLIO DANIELA – COLLE FLORIDO : MONTEPULCIANO ” ERBA SALATA ”   2016
Fermentato ed affinato esclusivamente in barriques usate! Sensazionale, non solo non vi è una prevalenza del contenitore ma par proprio che non vi sia stato legno a contatto con il vino!


[ Divampa ariosa l’arsa fiamma,
mite umor diffonde
di seta, come la Via del Tarocco e del Moro
d’un dolce sangue la desirata coppa.
Caparbio spirito sorgente di questa forgiata lama diffonde
Il profondo ventre pesto in pietra è malgama d’erbe e spezie
Or è campo e vento nel silenzio di mezzodì. ]

 

ANDREA UGOLOTTI & TROLIO DANIELA – COLLE FLORIDO : MONTEPULCIANO ” ERBA SALATA ”   2017
Medesima annata, assaggi da botte, due contenitori differenti e diversi appezzamenti vinificati. Due barriques usate ed un tino troncoconico. Successivamente andranno poi assemblati. Sensazioni differenti con un fil rouge estremamente gustoso. Quella precisa composta di more e lamponi, di quando fra i rovi ti sei avventurato ed hai deciso di cimentarti nel produrne una, di come nell’imprevisto tu non abbia eliminato i semi e di come tu abbia poi constatato che il tuo vasetto sia ancor più delizioso con quelle sensazioni amaricanti! E di quella roccia umida, stillante rugiada, nascosta dalla calura estiva, di come la tua radice di liquirizia fra i denti stimoli l’olfatto…l’odor del vento e delle selvatiche spezie. La corsa perdifiato fra le dorate creste ed una spremuta di spontanei afror selvatici come l’aneto ed il finocchietto.

ANDREA UGOLOTTI & TROLIO DANIELA – COLLE FLORIDO : TREBBIANO ” IL POSTINO ”    2016


D’una freschezza attiva emozionante, nulla di citrico e scomposto ma quella parete di roccia verticale, a cui le tue mani affondando, debbono risalir la china. Certe raffiche ne son monito e punteruolo, i nervi scuotono il tuo tempio, la potenza è sinergica alla logica. Quell’afror di gesso e calcare satura l’olffattiva mucosa, ricorda la tenacia di questi solitari ciuffi di camomilla, nati da una sparuta fenditura fra la cruda roccia. Salgemma senza alcun rimando iodato unicamente sal di roccia, di quei raggi bollenti che riflettono i numerosi quarzi della falesia e di sparuti arbusti d’afror vegetale. Avvicinatevi con audacia, questo dionisiaco liquido non possiede l’abbacinante frutto zuccherino. Chapeau!

ANDREA UGOLOTTI & TROLIO DANIELA – COLLE FLORIDO : TREBBIANO ” IL POSTINO ”   2017
Unica annata con peculiarità macerate : Il 60% delle uve ha perdurato circa una settimana ha contatto con il famoso terroir, la buccia! Timidamente essenziale come l’olio, d’un agrume pungente come il mapo ed il mikawa. Toni espettoranti, balsamici di reticenza umorale. Ricorda un recente frutto saggiato, la feijoa, possiede un’intrigante combinazione di menta piperita, eucalipto e rafano con una punta amaricante di genziana! Che bellezza, gioventù ed anni d’evoluzione a venire! Stay tuned ragazzi!

Cercate personalmente con il cuore e con la passione questi artigiani, vi doneranno la sincerità naturale che state cercando! Grazie di cuore Andrea! Un saluto a tutta la tua famiglia! Chapeau!